Secondo quanto riferito, il cofondatore di Palantir Joe Lonsdale sostiene Safer Human Medicine, una startup che intende realizzare negli Stati Uniti un grande impianto per l’allevamento di macachi. L’azienda prevede di far crescere la propria popolazione riproduttiva nell’arco di circa due decenni, fino a raggiungere 30.000 scimmie.
Inizialmente, l’impianto partirebbe con un numero compreso tra 500 e 1.000 macachi provenienti da allevamenti in Asia. Safer Human Medicine afferma che l’allevamento sul territorio nazionale potrebbe ridurre la dipendenza dei laboratori statunitensi dagli animali importati per la ricerca e i test farmaceutici.
La domanda è aumentata poiché gli strumenti di IA aiutano i ricercatori a individuare potenziali farmaci e a generare un maggior numero di candidati da sottoporre a test. Prima delle sperimentazioni sull’uomo, i trattamenti promettenti possono essere sottoposti a studi sugli animali per valutarne la sicurezza, la tossicità e gli effetti biologici. In questa ricerca si usano spesso i macachi, per le loro somiglianze biologiche con gli esseri umani.
La carenza di forniture, tuttavia, precede la recente espansione dell’IA nella scoperta di farmaci. La Cina, in passato fonte di circa il 60% delle importazioni statunitensi di scimmie da laboratorio, ha vietato le esportazioni nel 2020. I laboratori statunitensi hanno quindi cercato fornitori alternativi, tra cui la Cambogia, dove nel 2022 alcune indagini hanno fatto emergere accuse secondo cui scimmie catturate in natura venivano falsamente dichiarate allevate in cattività.
I prezzi dei macachi sono aumentati nettamente: da circa 3.000 dollari nel 2019 a oltre 20.000 dollari oggi. Secondo quanto riferito, la Cina chiede circa 26.000 dollari per animale, mentre i laboratori statunitensi importano all’incirca 20.000 scimmie all’anno.
Costituire una popolazione riproduttiva nazionale richiederebbe tempo. Le femmine di macaco raggiungono generalmente la maturità riproduttiva intorno ai quattro anni e di norma partoriscono un solo cucciolo all’anno, limitando la rapidità con cui un impianto può aumentare il numero di animali.
La proposta ha suscitato le critiche dei sostenitori del benessere animale, preoccupati per la detenzione di grandi quantità di primati a fini sperimentali. Alcuni critici hanno invocato un’azione legale, che potrebbe ritardare la costruzione o l’attività del progetto. I progressi del piano dipenderanno dalla capacità di creare strutture per l’allevamento, nonché dai controlli normativi e dagli eventuali procedimenti giudiziari.
Fonti: TechRadar.