Google e NASA stanno sviluppando un assistente robotico destinato a supportare gli astronauti durante le future missioni nello spazio profondo. Il sistema combinerebbe funzioni di base per il monitoraggio della salute con attività pratiche come il recupero delle attrezzature, la gestione delle scorte e l’assistenza nella manutenzione.
Al progetto partecipano Google Cloud, l’Human Research Program della NASA, il team di robotica del Johnson Space Center e il Jet Propulsion Laboratory. Il progetto si basa sul Crew Medical Officer Digital Assistant, un sistema di supporto medico basato sull’intelligenza artificiale che le due organizzazioni stanno valutando dal 2025.
La necessità di assistenza a bordo potrebbe diventare più significativa durante le missioni lontane dalla Terra. Secondo Jim Kelly, vicepresidente di Google per il settore pubblico, una missione su Marte potrebbe essere soggetta a ritardi nelle comunicazioni di andata e ritorno fino a 44 minuti, rendendo difficile una consultazione immediata con i team medici sulla Terra durante un’emergenza.
Il robot non è destinato a sostituire un ufficiale medico dell’equipaggio né a formulare diagnosi autonome. Invece, eseguirebbe attività fisiche sotto supervisione umana. Per esempio, un astronauta affetto da un forte mal di schiena, possibilmente legato a calcoli renali, potrebbe chiedere al robot di recuperare e preparare un sistema a ultrasuoni. Un ufficiale medico esaminerebbe quindi le immagini e deciderebbe la risposta appropriata.
La macchina viene inoltre progettata come dispositivo multifunzionale per la gestione del carico utile. Quando non supporterebbe attività mediche, potrebbe organizzare gli strumenti, mettere in sicurezza i compartimenti, spostare il carico e assistere nella manutenzione ordinaria, aiutando un equipaggio ridotto a utilizzare il proprio tempo in modo più efficiente.
I primi test si sono concentrati sulle capacità robotiche di base. Google sta adattando una tecnologia di navigazione sviluppata presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, mentre il simulatore fisico MuJoCo di DeepMind è stato utilizzato per valutare i movimenti e la gestione degli oggetti. Durante le prove iniziali in laboratorio, il robot ha individuato e spostato con successo una borsa medica nell’85% dei tentativi.
Questo risultato riflette un’attività di recupero limitata e non dimostra che il sistema sia in grado di eseguire esami in modo affidabile o di supportare emergenze complesse. Google descrive il progetto come una prova di concetto e non esiste alcun robot completamente integrato e pronto per lo spazio confermato.
Il sistema proposto è infine destinato a rispondere a semplici comandi vocali, rimanendo sotto la supervisione diretta degli astronauti. Tra i possibili impieghi vi sono la rilevazione dei parametri vitali di base e l’assistenza nell’esecuzione di semplici ecografie sotto la guida di un ufficiale medico umano dell’equipaggio. La NASA non ha fornito informazioni dettagliate sul progetto, affermando di stare esaminando diverse iniziative avanzate di intelligenza artificiale con partner per possibili missioni future.
Fonti: TechRadar.