Le organizzazioni militari stanno valutando se le reti 5G commerciali possano essere riutilizzate per il rilevamento sul campo di battaglia, in particolare per individuare e tracciare i droni. Recenti test in Lettonia e negli Stati Uniti hanno esaminato approcci diversi basati sull’infrastruttura di telecomunicazioni esistente.

La NATO ha studiato il concetto durante l’esercitazione di sperimentazione Digital Backbone, nota come DiBaX 2026, tenutasi in Lettonia dal 19 al 30 ottobre. L’esercitazione ha esaminato se le torri 5G potessero rilevare e tracciare passivamente oggetti in volo, compresi i droni. Ai test hanno partecipato Stati Uniti, Canada, Germania, Finlandia, Lituania e altri alleati, sperimentando tre metodi di utilizzo del 5G commerciale. Alcuni esperimenti non hanno avuto successo, ma la NATO ha affermato che i risultati potrebbero contribuire a individuare insegnamenti utili per lo sviluppo futuro.

Secondo quanto riferito, il sistema anti-drone testato dalla NATO è stato progettato con l’assistenza di agenti di intelligenza artificiale. L’ammiraglio Pierre Vandier, Comandante supremo alleato della NATO per la trasformazione, ha dichiarato che l’IA è stata utilizzata per collegare sistemi che in origine non erano progettati per comunicare tra loro. Ha citato l’integrazione di un sistema Maven con un sistema nazionale come esempio di un problema risolto in poche ore utilizzando un’IA agentica.

L’utilizzo delle reti cellulari esistenti potrebbe conferire all’infrastruttura di telecomunicazioni su larga scala un ruolo aggiuntivo nella sicurezza nazionale. La NATO considera inoltre le reti multiple e i satelliti una possibile soluzione per migliorare la resilienza qualora singoli sistemi venissero interrotti. Tuttavia, l’accresciuto valore militare delle antenne 5G potrebbe anche renderle bersagli più allettanti.

Separatamente, AT&T ed Ericsson hanno dimostrato il rilevamento di droni utilizzando il rilevamento avanzato della rete tramite 5G nei pressi dell’AT&T Stadium di Arlington, in Texas. Il sistema ha rilevato e localizzato diversi droni prima di tracciarne i movimenti. Durante la dimostrazione, gli aeromobili hanno volato ad altitudini comprese tra 300 e 400 piedi all’interno dell’area coperta dalla rete.

Le aziende hanno presentato la tecnologia come uno strumento per supportare il rilevamento e il tracciamento delle minacce a bassa quota nei pressi di grandi impianti, spazi pubblici e altri ambienti complessi. La dimostrazione è stata inoltre descritta come un primo esempio di capacità associate al 6G, che dovrebbe combinare comunicazioni e rilevamento.

Nel loro insieme, i test indicano come le reti 5G commerciali potrebbero supportare il monitoraggio dei droni per applicazioni di difesa e sicurezza, richiedendo potenzialmente meno infrastrutture aggiuntive rispetto ai sistemi di rilevamento dedicati.

Fonti: Tom's Hardware.