I consumatori che sperano in memorie DRAM più economiche potrebbero dover aspettare più a lungo, poiché la domanda proveniente dall’intelligenza artificiale e da altre tecnologie emergenti continua a mettere sotto pressione le forniture globali di memorie.
Il dirigente di OpenAI Sam Altman ha sostenuto che le DRAM dovrebbero avere la priorità per i data center, affermando che la memoria destinata ai consumatori viene utilizzata solo per una piccola parte del tempo. Questa posizione ha suscitato critiche, perché lo stesso mercato in espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta contribuendo alla carenza.
Il progetto Stargate di OpenAI per un data center, annunciato all’inizio del 2025, avrebbe dovuto richiedere circa il 40% della fornitura mondiale di memorie. Allo stesso tempo, i principali produttori di memorie avevano precedentemente ridotto la produzione per contribuire a stabilizzare i prezzi, rendendo più difficile per l’offerta reagire rapidamente alla nuova domanda.
Il rischio immediato non è che i consumatori perdano fisicamente la RAM installata nei propri computer. Tuttavia, la limitata capacità produttiva potrebbe essere destinata sempre più alle memorie ad alta larghezza di banda utilizzate per l’addestramento e l’inferenza dell’intelligenza artificiale, un settore in cui i produttori possono puntare su un mercato più redditizio rispetto a quello delle memorie per consumatori.
SK Hynix, uno dei principali produttori mondiali di memorie, ha avvertito che la carenza di fornitura potrebbe continuare fino al 2030. Le prospettive potrebbero diventare ancora più incerte se OpenAI e Anthropic entreranno nei mercati pubblici durante quel periodo, aumentando potenzialmente la pressione sulle aziende che controllano circa il 90% della produzione mondiale di memorie.
Alla domanda proveniente dall’intelligenza artificiale potrebbe aggiungersi anche la crescita della robotica e dei veicoli autonomi. I robot umanoidi, l’automazione dei magazzini, i taxi autonomi e i veicoli merci a guida autonoma richiedono tutti memoria per eseguire i propri sistemi di intelligenza artificiale a bordo. Se queste tecnologie si diffonderanno nei settori manifatturiero, dell’ospitalità e della logistica, potrebbero competere con l’elettronica di consumo per le stesse risorse limitate.
Il risultato potrebbe essere uno squilibrio prolungato, in cui la produzione di memorie favorirà i data center, i robot e i veicoli autonomi rispetto ai personal computer e agli altri dispositivi destinati ai consumatori. Per gli acquirenti, ciò renderebbe meno probabile, nel breve periodo, un ritorno a memorie costantemente accessibili.
Fonti: TechRadar.