Philips Hue ha reso disponibili i suoi Comportamenti AI personalizzati nell’app Hue, sebbene la funzione sia limitata ai proprietari di Hue Bridge Pro. Consente agli utenti di descrivere in linguaggio naturale il comportamento desiderato per le luci; l’IA crea quindi l’automazione corrispondente e la aggiunge all’app.
Un possibile utilizzo consiste nel chiedere che determinate luci si accendano al tramonto applicando temi cromatici diversi nel corso del tempo. Tuttavia, i test riportati da HueBlog hanno rilevato che l’assistente non seguiva sempre la richiesta in modo accurato. In un esempio, ha acceso tutte le luci invece di attivare soltanto quelle specificate. Quando gli è stato chiesto di correggere il comportamento, secondo quanto riferito l’IA ha restituito un messaggio di errore anziché risolvere il problema.
Il limite principale è che attualmente gli utenti non possono modificare i comportamenti generati dall’assistente. Ciò significa che, se l’IA interpreta male una richiesta o produce un risultato indesiderato, non esiste un’opzione di regolazione manuale paragonabile agli strumenti di modifica disponibili per le scorciatoie sui dispositivi Apple.
Il fondatore e responsabile della tecnologia di Hue, George Yianni, aveva precedentemente descritto i comandi in linguaggio naturale come uno sviluppo significativo per la piattaforma. Secondo la sua spiegazione, l’IA traduce le richieste degli utenti in un linguaggio di programmazione progettato per eseguire automazioni su Hue Bridge.
Sia i Comportamenti AI personalizzati sia l’ottimizzazione delle scene SpatialAware, introdotta in precedenza, richiedono Hue Bridge Pro. L’app Hue include inoltre aggiornamenti per gli altri utenti Hue, tra cui una configurazione più semplice di Screen Sync e consigli sulle scene migliorati. L’app è disponibile su iOS e Android.
Fonti: TechRadar.