Tra luglio e settembre 2026 sono stati compromessi oltre 121,8 milioni di account online in tutto il mondo, con un aumento del 13,2% rispetto al trimestre precedente, secondo una ricerca di Surfshark. Gli Stati Uniti sono rimasti il Paese più colpito, con 38,1 milioni di account divulgati, pari al 31% del totale globale.

Nel Regno Unito sono stati violati 5,8 milioni di account, il 121,6% in più rispetto al trimestre precedente. L’aumento ha portato il Paese a superare la Francia, diventando quello europeo con il maggior numero di violazioni. L’Ucraina è passata dal 47º al sesto posto nella classifica globale, con 2,6 milioni di account compromessi nel trimestre.

Il Brasile, con 7 milioni di account divulgati, si è classificato al secondo posto a livello mondiale, seguito dal Regno Unito, dall’India con 5,5 milioni e dall’Australia con 3,1 milioni. In Francia sono state registrate 2,4 milioni di violazioni, in calo rispetto ai 19,7 milioni del secondo trimestre, e il Paese è uscito per la prima volta quest’anno dai primi tre posti della classifica globale.

I dati di Surfshark mostrano inoltre che il numero totale di violazioni non racconta tutta la storia. L’Estonia ha registrato la più alta densità di violazioni, con 118 account compromessi ogni 1.000 abitanti, davanti ad Australia, Stati Uniti e Regno Unito.

Tomas Stamulis, Chief Security Officer di Surfshark, ha affermato che gli attacchi variano da un Paese all’altro, poiché i criminali prendono di mira le vittime per ragioni finanziarie o politiche. L’azienda ha inoltre avvertito che le violazioni avvengono spesso sui server delle società, perciò una VPN non può impedire che i dati personali vengano esposti in simili incidenti.

Stamulis ha consigliato di considerare sensibili le informazioni personali e di condividere dati reali solo quando è necessario, per esempio sui moduli ufficiali. Per altre registrazioni, ha raccomandato di usare uno pseudonimo, un indirizzo email secondario o un servizio di mascheramento delle email. Un gestore di password può inoltre contribuire a evitare che una password divulgata consenta di accedere ad altri account, mentre i servizi di protezione contro il furto d’identità e di rimozione dei dati possono aiutare gli utenti a individuare e ridurre la propria esposizione.

Fonti: TechRadar.