Centinaia di giocatori di poker online potrebbero aver subito perdite finanziarie dopo che una presunta operazione di imbroglio avrebbe usato un malware per visualizzare gli schermi dei computer degli avversari durante le partite. Secondo quanto riferito, la campagna ha coinvolto giocatori su diversi importanti servizi di gioco d’azzardo online, anche se l’importo totale perso non è stato accertato.

Secondo Wired, il presunto aggressore avrebbe usato applicazioni esterne pensate per aiutare i giocatori a gestire più tavoli di poker, così da installare MeshAgent, un programma di amministrazione remota, sui computer di alcuni avversari a loro insaputa. Secondo quanto riferito, il software permetteva all’aggressore di vedere l’attività su quegli schermi, comprese potenzialmente le carte private dei giocatori.

La condotta contestata è nota come imbroglio da “superuser”: ottenere informazioni non disponibili agli altri partecipanti. L’accesso alle carte degli avversari avrebbe potuto influenzare le decisioni durante le mani con puntate elevate, ma le informazioni disponibili non specificano quante partite siano state coinvolte né quali risultati siano stati compromessi.

Secondo quanto riferito, i servizi di poker hanno reagito in modi diversi. Una piattaforma ha rimosso l’account dopo che il suo sistema di monitoraggio aveva segnalato risultati insolitamente positivi e schemi di gioco sospetti, prima che le accuse diventassero pubbliche. Altri servizi hanno fornito controlli di sicurezza per aiutare i clienti a determinare se MeshAgent fosse installato sui loro computer.

Secondo quanto riferito, un altro operatore aveva ricevuto segnalazioni, ma ha permesso al sospetto imbroglione di continuare a giocare. In seguito, l’azienda ha dichiarato che la sua indagine non aveva trovato prove del fatto che dispositivi compromessi avessero influito sui risultati delle partite e si è rifiutata di rimborsare i clienti che ritenevano di aver perso denaro a causa dei presunti imbrogli.

Secondo quanto riferito, la persona sospettata di aver messo in atto lo schema è conosciuta negli ambienti del poker, ma la sua identità è stata tenuta riservata perché non sono state presentate accuse penali. Non sono disponibili informazioni sull’importo totale sottratto, sul numero delle vittime confermate o sull’eventualità che le autorità stiano indagando sul caso.

Le accuse evidenziano anche i rischi per la sicurezza derivanti dall’installazione di strumenti di terze parti per organizzare più partite di poker simultanee. Questi software possono creare ulteriori canali attraverso cui programmi dannosi possono raggiungere i computer dei giocatori, oltrepassando le protezioni offerte dalle piattaforme di gioco d’azzardo.

Fonti: TechRadar.