Un fisico che lavora per conto della Sturgeon Lake Cree Nation (SLCN) afferma che il centro dati O’Leary Digital Wonder Valley, proposto in Alberta, potrebbe produrre calore residuo equivalente all’energia di 23 bombe atomiche al giorno. Ha sottolineato che il paragone è una stima approssimativa, pensata per comunicare le dimensioni del progetto, non una previsione di esplosioni.
La valutazione è stata preparata da Robert Davies, fisico della Utah State University, per il ricorso giudiziario della SLCN contro il progetto. Davies ha affermato che il progetto potrebbe diventare «la più grande fonte di calore situata in un unico sito dell’intero pianeta» e ha avvertito che i suoi effetti sulla fauna selvatica circostante devono essere valutati a fondo.
I piani, presentati per la prima volta nel 2024, descrivono uno sviluppo di 64 chilometri quadrati con un budget dichiarato di 70 miliardi di dollari. Il sito è previsto nel territorio tradizionale della SLCN, in Alberta, circa 130 chilometri a sud-ovest della riserva della Nazione. Il ricorso legale della SLCN sostiene che le norme vigenti in materia di sviluppo del territorio non siano adeguate a un progetto di queste dimensioni.
Davies ha precisato che le cifre contenute nella sua valutazione sono stime preliminari e dovrebbero essere verificate confrontandole con le informazioni presentate dal promotore. Il documento afferma inoltre di non essere una valutazione ambientale completa, una relazione formale di esperti o un parere legale.
L’amministratore delegato di O’Leary Digital, Paul Palandjian, ha dichiarato che l’azienda rispetta il processo normativo e dialoga con le comunità indigene attraverso consultazioni. Davies, invece, ha sostenuto che le normative ambientali non sono state concepite tenendo conto di progetti di queste dimensioni e ha affermato di non riuscire a immaginare che lo sviluppo possa procedere senza valutazioni complete.
Fonti: TechRadar.
