OpenAI prevede di acquistare da Google chip per l'intelligenza artificiale mentre amplia le proprie risorse di calcolo oltre la consolidata dipendenza dai processori Nvidia. Secondo The Information, l'accordo riguarderebbe le tensor processing unit (TPU) di Google, anche se i suoi termini finanziari, il numero di chip e il calendario delle consegne non sono stati resi noti.

La decisione arriva mentre la domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale continua a crescere e le aziende cercano processori aggiuntivi per sostenere l'addestramento e la distribuzione di modelli sempre più costosi. Le GPU Nvidia rimangono ampiamente utilizzate per sviluppare e gestire sistemi di intelligenza artificiale, e OpenAI è già uno dei principali clienti del produttore di chip grazie al suo lavoro su ChatGPT e altri servizi.

Le TPU di Google hanno attirato clienti alla ricerca di alternative all'hardware Nvidia. Alphabet, la società madre di Google, ha ampliato le vendite commerciali dei processori, che in precedenza venivano utilizzati principalmente per le attività di calcolo interne di Google.

OpenAI ha iniziato a noleggiare i chip per l'intelligenza artificiale di Google nel 2025 per supportare i propri prodotti, indicando che il rapporto precede i piani di acquisto riportati. Le due aziende hanno inoltre stabilito un altro legame commerciale dopo che OpenAI ha annunciato che i suoi modelli avanzati di intelligenza artificiale sarebbero stati disponibili attraverso Google Cloud.

Nel frattempo, OpenAI sta sviluppando hardware personalizzato. Nel giugno 2026, l'azienda ha annunciato di aver progettato un chip per l'intelligenza artificiale con il produttore di semiconduttori Broadcom. OpenAI ha dichiarato di voler implementare il processore prima della fine del 2026, nell'ambito di un progetto pluriennale per creare hardware di calcolo specializzato.

La combinazione degli acquisti da Nvidia, del presunto accordo sulle TPU di Google e del proprio programma per i chip suggerisce che OpenAI stia perseguendo diverse fonti di capacità di calcolo. La domanda aggiuntiva potrebbe inoltre sostenere la crescita dell'attività di Google nel settore dei chip, mentre Alphabet cerca ritorni commerciali dai propri investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

Il direttore finanziario di Alphabet, Anat Ashkenazi, aveva precedentemente dichiarato che la società prevedeva di contabilizzare una piccola parte dei ricavi derivanti dagli accordi di vendita delle TPU entro la fine del 2026, mentre la maggior parte dei ricavi correlati sarebbe stata attesa nel corso del 2027.

Il rapporto ha inoltre affermato che Alphabet, Amazon e Microsoft potrebbero spendere complessivamente fino a 600 miliardi di dollari in infrastrutture per l'intelligenza artificiale durante il 2026. Questo livello di spesa ha attirato l'attenzione degli investitori sui tempi necessari affinché gli investimenti nella capacità di calcolo producano rendimenti finanziari sufficienti.

Fonti: TechRadar.